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Mercoledì Santo

Il corteo storico formato da vari personaggi, che successivamente metteranno in scena il processo a Gesù, inizia nel tardo pomeriggio del Mercoledì: vi partecipano oltre duecento figuranti nei panni di popolani, ancelle, cavalieri e legionari romani, principi e sinedriti ebrei, che sfilano lungo il corso principale di San Cataldo in un clima surreale che riporta la mente al tempo della Passione di Gesù Cristo. Alla fine della la sfilata, la biga di ponzio Pilato.

 

Giovedì Santo

Il Giovedì Santo, la Città si muove in processione con i simulacri della Madonna Addolorata e di San Giovanni, i quali appresa la notizia della cattura di Gesù vanno alla Sua ricerca, percorrendo le vie del centro storico e le Chiese adornate con i caratteristici sepolcri. E’ il momento chiave in cui tradizione e Pietà Popolare si fondono.

Venerdì Santo

Intorno alle diciannove, prima dell’inizio della tradizionale “A Scinnenza”, cioè la discesa dalla Croce del Cristo, accompagnata in processione dai fedeli, arriva al Calvario la Sacra Urna Vetro, dove sarà riposto il Cristo, quando sarà schiodato e sceso dalla Croce.
Questa fastosa urna, tutta illuminata e decorata in colore oro, è risalente al 1890.

Ha quindi inizio la sacra rappresentazione de “La salita del Calvario”, che dal 1965 precede quella de “A Scinnenza”.

Il testo de “A Scinnenza” è dell’avvocato sancataldese Francesco Amico Medico, e rievoca la crocifissione, morte e discesa dalla croce di Gesù Cristo, e si rappresenta sin dal 1860.

Domenica di Pasqua

La domenica di Pasqua è il giorno de “I Sampauluna”, giganti in cartapesta che rappresentano i dodici Apostoli, che attraversano il corso principale della Città durante la rappresentazione del giorno della Resurrezione di Gesù Cristo, curata con notevole impegno e abnegazione dall’Associazione “Giuseppe Amico Medico”.

Sino al 1852, I Sampauluna erano impersonati solitamente da sacerdoti o frati. Tuttavia, nel 1846 si pensò di costruire questi giganti processionali. L’artista Michele Butera ricevette, a titolo di caparra per la loro costruzione, 1 onza e 25 tarì, ai quali furano aggiunti altri 8 onze e 28 tarì, nel 1851- 1852, per terminarli.

 

   
   

Video di San Cataldo

   
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