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I Riti e le Tradizioni  della

Settimana Santa di San Cataldo

Trailer Video di Eugenio Modaffari e Cristian Abbate

Le prime rappresentazioni sacre sancataldesi fanno riferimento a diverse testimonianze rese dai cittadini anziani, i quali ricordano che, un tempo, i riti della settimana santa erano prevalentemente svolti dal Clero. Giacché la Settimana Santa sancataldese nasce come rappresentazione teatrale di carattere religioso.

Lo scopo era avvicinare i fedeli alla Passione del Cristo con un linguaggio semplice, che fosse fortemente comunicativo.
Le prime rappresentazioni teatrali erano organizzate dalle diverse parrocchie locali. C’era un testo unico, composto da una tragedia in tre atti, talvolta della durata di sei ore, che andava in scena in un magazzino del cortile “Spiridione”, posto nell’attuale via Cesare Cantù e prendeva il nome di “Murturio”.

Nel 1866 il luogo divenne poco sicuro a causa di un incendio e, in seguito, furono vietate le manifestazioni serali e notturne di ogni tipo, nonostante queste ultime fosseroconsiderate sacre.

Successivamente, le manifestazioni furono spostate nella zona di Monte Taborre (Monte Tabor), oggi conosciuta come il quartiere della Chiesa della Catena. Qui fu introdotta una versione ridotta, comprensibile alla popolazione.

Le tradizioni della Settimana Santa Sancataldese, sono indubbiamente un’eredità d’inestimabile valore culturale, trasmessa di generazioni in generazioni: Un appuntamento caro e atteso con trepidazione da tutta la Città e dai pellegrini che la popolano nel periodo pasquale, proprio per viverlo intensamente in ricordo della Passione e morte di Cristo.Maria Addolorata e San Giovanni sulla via del Calvario E’, quindi, un forte richiamo turistico, sia per la particolarità che per la suggestione che riescono a muovere, tra ritualità e teatralità.

Nei giorni successivi alle celebrazioni della Domenica delle Palme, particolare rilievo ha la rappresentazione de “Il Processo a Gesù”, davanti Ponzio Pilato che, sino al 1991, veniva svolto il Venerdì mattina.

L’origine è relativamente recente; per la prima volta, infatti, fu messo in scena nel 1964, appunto nella mattina del Venerdì, davanti alla Chiesa della Mercè, la Chiesa della Mercede, e in seguito fu ripetuto nel 1966 e 1967, per iniziativa del concittadino Giuseppe Pilato.

Inizialmente il processo a Gesù era preceduto da un lungo corteo, formato da personaggi con costumi romani e giudaici. Continuatore di questo straordinario evento fu l’artista locale Raimondo Ruggieri, che oltre a curarne gli aspetti artistici, ne fu regista di molte edizioni.

Dagli anni settanta i soci dell’Associazione Culturale “Giuseppe Amico Medico” di San Cataldo, custodiscono “le Vare”, ossia i gruppi sacri che sfilano in processione il Venerdì Santo.
Custodiscono, inoltre, i “Sanpauluna”, i giganti processionali realizzati in carta pesta, posti sotto la tutela della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta e le ultime ritrovate “Varicedde” .

Tra gli appuntamenti che riscuotono maggiore partecipazione, certamente spicca “A’ Scinnenza”, la rappresentazione sacra drammatica della discesa della Croce del Cristo morto.
Fu scritta tra il 1845 e il 1855 dall’avvocato sancataldese Francesco Medico e il titolo originario fu “La discesa dalla Croce”.

Gesù sceso dalla Croce, durante A'ScinnenzaLa Pasqua sancataldese è preceduta da un lungo periodo preparatorio denso di feste minori. La preparazione ai riti che si svolgeranno durante la Settimana Santa, infatti, è cadenzata dai “Sabatini” dedicati alla Madonna e dalle processioni popolari del Crocifisso “Lassa Lassa la Catina”, un bellissimo Crocifisso che gira settimanalmente di famiglia in famiglia, la cui festa è curata dalla “Confraternita di San Raimondo Nonnato”. Le processioni, di forte devozione popolare, hanno inizio con le Sacre Quarantore.

Durante il periodo quaresimale, particolare rilievo ha la devozione dei sancataldesi ai cosiddetti “Sabati dedicati alla Madonna”, cioè antiche forme di pietà popolare delle varie corporazioni, che venerano, appunto ogni sabato della Quaresima, una diversa icona della Madonna. In particolare:

  • Il Sabato del Clero (Parrina), è venerata la Madonna Immacolata (a Bammina);
  • Il secondo Sabato è dedicato al cosiddetto ceto dei galantuomini, ossia i notabili e possidenti del paese, che venerano la Madonna della Mercede;
  • Il terzo Sabato è dedicato ai Mastri, ossia ai muratori e agli operai, devoti alla Madonna del Rosario;
  • Il quarto Sabato, detto dei Burgisi, in altre parole dei proprietari terrieri è dedicato alla Madonna  delle Grazie;
  • Il quinto Sabato è dedicato alla devozione degli Iurnatari, cioè degli operai a giornata e i braccianti agricoli che venerano la Madonna del Carmelo;
  • Il sesto e ultimo Sabato è consacrato dai Carrittera e vinalora, cioè dai carrettieri e i vinai, che venerano la Madonna Addolorata, una statua che rappresenta la Pietà.

Quest’ultimo sabato, tra l’altro certamente il più sentito nella devozione popolare, introduce la Settimana Santa, e raccoglie in processione centinaia di devoti di tutte le estrazioni sociali.

Oggi la Domenica delle Palme ha devozione prettamente Liturgica; infatti, la benedizione delle palme in processione, ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme prima della Sua Passione.

Con la Domenica delle Palme, dunque, le manifestazioni popolari religiose e folkloristiche della Settimana Santa Sancataldese entrano nel vivo.

U Chiantu di Marì, arrangiamento di Aldo Giordano